Barbie

Non è banale nè ripetitivo dire che la Barbie fa parte della storia personale della maggior parte di noi: donne, ragazze, madri e nonne che hanno guardato incantate le vetrine dei negozi di giocattoli che esponevano queste bambole, tanto agognate e spesso ricevute in regalo.

La Barbie nasce nel lontano 1959 dall’intuizione di Elliot Handler e Harold Mattson, fondatori della Mattel, resa grande anche dalla nostra Barbie. Possiamo parlare proprio di intuizione poiché compresero, osservando Ruth, la piccola figlia di Handler, che la piccina era molto pi๠attratta dalle modelle dei giornali che dalla sua bambola-bebè.

E, pensandoci bene, è proprio questo il segreto del suo successo: il viso da ragazza già adulta, specchio dell’immagine che, da bambine, vogliamo vedere di noi stesse. Adulta come il suo corpo da donna slanciata, così diverso da quello del bambolotto col ciuccio e il pannolino.

La Barbie Classica delle origini, disponibile nella versione bionda o bruna, è oggi rintracciabile nel modello Barbie Trendy in commercio. Vi si ritrova il viso acqua e sapone , i lisci capelli lunghi fino alle spalle, il sorriso schietto e l’abbigliamento sempre in stile fashion-chic ma quotidiano e più moderno.

Le bambine, oserei dire finanche le giovani ragazze, vi si rispecchiano molto facilmente anche oggi e possono inventare acconciature, scegliere l’abbigliamento secondo i propri gusti, darle voce per esprimere sentimenti, speranze, pareri, come ad una vecchia giovane amica.

Questo, infatti, significa giocare: inventare, usare la fantasia mentre ci si diverte.

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